Handamade Silver Ax - Gioiello ascia artigianale in Argento

Questa volta nel mio laboratorio orafo artigianale ho realizzato un'ascia con rune celtiche ed uno smeraldo naturale. Il tutto è realizzato in Argento 925 e rigorosamente a mano (altrimenti non saremmo orafi artigiani). 

Qua sotto potete leggere tutti i dettagli della mia esperienza durante la creazione. 

Sul mio canale YouTube (BegOreficeria) è disponibile il video di questo racconto molto personale. Ho deciso di descrivere anche quello che provo mentre lavoro, per fare passare l’idea di cosa significhi per me fare questo mestiere. 

Arriva l'ordine dell'ascia con il disegno

Sono in bottega, vibra il telefono. Quel ronzio di ripete per altre 3 volte. Capisco allora che forse è il caso di rispondere. Vedo che le notifiche portano l’icona di Instagram. Ottimo, nuovo lavoro in arrivo penso. Apro la schermata della chat e a scrivermi è un mio fedelissimo e gentilissimo cliente. Non è il classico cliente che ti chiede il regalino o il gioiellino per fare bella figura.

È una di quelle persone appassionate e con il gusto per gli oggetti particolari e di nicchia. Capisco subito quindi che la sua richiesta sarà una “figata” da realizzare.

Apro le foto che mi ha inviato e sgrano gli occhi, solo quelli però perché il mio cervello ormai si sta abituando a trovare subito un modo per dare corpo alle idee dei clienti. In questo caso non è così banale penso, ma rispondo che il lavoro sarà fatto e gli mando anche il preventivo. Lui accetta e si da il via alle danze. 

Preparazione del progetto

Nei giorni successivi finisco tutti gli ordini che avevo in agenda per le settimane a venire, voglio avere la mente sgombra e concentrata esclusivamente sulla realizzazione di questo oggetto particolare. Devo riprodurre un’ascia in miniatura, con intarsi runici che devo fare in basso rilievo.

Wow, non è la prima volta che vengo messo davanti ad una sfida, ma questa volta sembra molto più figo, anche perché devo impreziosire il manico incastonando uno smeraldo naturale, piccolino ma molto elegante.

Ok, la mia mente è pronta, sono consapevole di piccolo particolare che devo concretizzare. Ogni pezzo prende forma nella mia mente e so che le mie mani devono muoversi secondo i miei pensieri. Devono seguire le linee che il mio cervello ha elaborato e nel frattempo devono anche rimanere salde, senza alcun tremolio o incertezza. 

Sono pronto, cominciamo!

La lavorazione della lastra in argento

Apro il barattolo del argento puro e ne metto 40 gr sulla bilancia, aggiungo il rame puro col quale legarlo durante la fusione. Accendo il fonditore e aspetto che il crogiolo sia caldo al punto giusto. Mentre aspetto avvicino le mani alla potente fiamma che scalfisce la pietra, cerco di scaldare le mie mani che non so come sono insolitamente fredde.

Il crogiolo è pronto, ripongo al suo interno argento e rame e poco dopo il metallo è già legato, fuso e pronto ad essere colato nella staffa, ben oliata e calda al punto giusto.

È il momento di fare sul serio, prendo il lingotto appena raffreddato e inizio a tirarlo sotto il laminatoio a motore. Allungandosi si forma una lastra ancora spessa ma a gradazione sempre più sottile là dove voglio dare forma alla parte della lama.

BegOreficeria, oreficeria gioielleria e moto di più

Taglio un altro pezzo di lingotto, questo mi serve a dare forma al manico nel quale devo realizzare intarsi vari e incastonare lo smeraldo di 2,5mm di diametro. Mi siedo, tiro verso di me la cassetta e appoggio le due lastre, una larga e tozza e l’altra stretta e lunga, sullo stocco di legno consumato quanto le mie mani. Afferro il pennarello indelebile e traccio le curve necessarie a delimitare il perimetro della lama e del manico.

Prendo il seghetto e dopo aver cambiato la sottile lama per le finiture, con una più grossa per i tagli più importanti, comincio a ritagliare la lastra di argento. 

Più taglio e piú la lastra si scalda sotto le dita che la stanno tenendo ferma. Devo fermarmi dopo pochi minuti a causa della stanchezza e del bruciore che avverto sui polpastrelli. Riprendo appena possibile, la voglia di fare questo gioiello è sempre più alta.

Finito di ritagliare la lama faccio lo stesso col manico, e appena ho entrambi i pezzi pronto in mano, prendo la lima mezza tonda e inizio a levigare i due pezzi che ho appena ottenuto.

Una volta pronti accendo il mio “ lumino” ovvero la fiamma con la quale faccio le saldature e mi accingo ad unire lama e manico. Saldatura perfetta al primo tentativo, mi concedo un sospiro e riprendo.

I dettagli delle rune celtiche

È il momento di affrontare la parte più difficile del lavoro, ovvero i dettagli. Prendo una sottile lastra in argento (circa 0.50 mm di spessore) e disegno sopra le rune celtiche alle quali è tanto affezionato il mio caro cliente. 

Passano così circa 3 ore. I dettagli da realizzare sono tanti, la punta del trapano ruota incessante e la mia mano si affatica perché mantenere sempre la stessa presa e la stessa inclinazione diventa sempre più difficile. 

Finito di ritagliare le lastre arriva la parte davvero complessa. Lavorare l’argento ha tanti pregi, ma anche un difetto molto grande. Durante il processo di saldatura il materiale conduce il calore con una rapidità davvero sorprendete, questo però fa si che le saldature fatte in precedenza possano staccarsi in tutti quei momenti dove l’oggetto raggiunge la temperatura di fusione (necessaria per le saldature in generale).

L'errore nella saldatura

Con questa premessa ovviamente l’errore è dietro l’angolo, e puntuale come uno strozzino eccolo li. Il manico si stacca dalla lama mentre sono intento ad unire quest’ultima con le sue care amiche rune. 

Le imprecazioni echeggiano nella stanza. La rabbia è tanta, questo è il classico errore dovuto a stanchezza e poca lucidità. Subito dopo essere tornato in un uomo e non una bestia satanica, mi rendo conto che il vero errore è stato quello di non aver fatto pause.

Dopo aver unito nuovamente i pezzi che si sono staccati, prendo la terra refrattaria e la applico sulle giunture dell’oggetto così da isolarle durante le prossime saldature. Ora posso procedere più serenamente mantenendo un ritmo costante.

I dettagli del Manico

Finisco di saldare le rune sulla lama ed ora posso dedicarmi al manico. Armato di seghetto e limtriangolare, plasmo il manico seguendo il disegno che ho realizzato ad inizio opera. Dopo un po’ che lavoro noto una colorazione rossa che cola sulla parte destra, è sangue, ovviamente mi sono bucato il dito a furia di limare, e nemmeno me ne sono accorto.

Mannaggia a me, ora devo nuovamente fermarmi, disinfettare, prendere un cerotto, e lavorare usando il dito medio per tenere fermo il gioiello. Scomodo e soprattutto molto più inefficiente rispetto al mio indice ormai appiattito e leggermente deformato per applicare più forza. 

Finiti i dettagli ammiro ciò che ho realizzato.

Ora devo incastonare lo smeraldo dentro al castone che ho saldato in precedenza. Afferro le unghielle del nonno e blocco la pietra all’interno della sua sede.

Perfetto! Finalmente è giunto il momento di pulire e lavare l’ascia, mentre lo faccio quasi mi commuovo, solo un anno fa non avrei mai pensato di saper realizzare un oggetto del genere, e invece adesso eccomi qua. Vibra la lavatrice ad ultrasuoni, la segatura sommerge il gioiello e insomma… il lavoro è finito!

Scritto da: Andrea Beghelli

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